Divieto di lavoro

Divieto di lavoro

Divieto di lavorare in gravidanza?

  • Ad alcune donne viene vietato di lavorare in gravidanza ( il termine giuridico è interdizione dal lavoro). Questo avviene quando l’attività lavorativa può recare danni alla donna ed al nascituro.
  • In questi casi la donna può subire un piccolo svantaggio economico a seconda anche del contratto di lavoro.
  • Esistono diverse forme di astensione anticipata dal lavoro, tutto dipende dalla situazione individuale della donna.

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Cos’è l’interdizione dal lavoro?

L’interdizione dal lavoro in gravidanza è un elemento del decreto legislativo sulla tutela e sostegno della maternità e della paternità. Di fatto questo decreto tutela la tua salute e quella del nascituro, e la sicurezza da lavori faticosi, pericolosi ed insalubri. Questo vale per ogni lavoratrice dipendente, con contratto a tempo determinato, in apprendistato, in amministrazione pubblica, con contratto di privati datori e soci lavoratori di cooperative.

Per questo il datore di lavoro ha l’obbligo di:

  1. Adibire il tuo lavoro così che non sia pregiudizievole alla salute
  2. Spostarti ad altre mansioni per il periodo previsto di divieto
  3. Interdizione dal lavoro per tutto il periodo della gravidanza

📍 Importante: Anche se ti è stato vietato di lavorare durante la gravidanza, riceverai un’indennità dell’80% dall’INPS ed in alcuni casi, a seconda del contratto collettivo di lavoro, il datore può integrare con il 20% così da raggiungere il 100% dell’intera retribuzione. Anche nel caso tu eseguissi una mansione inferiore o non lavorassi più, conserverai l’80%  della retribuzione corrispondente alle mansioni precedenti. Non subirai un grosso svantaggio economico ed avrai diritto alle ferie restanti.

 

Per quale periodo vale il divieto di lavoro?

In generale il divieto di lavoro vale per un totale di 5 mesi, o 2 mesi prima del parto e 3 dopo, fruibili anche in 1 mese prima e 4 dopo o nessun mese prima e 5 dopo, cioè durante il congedo obbligatorio di maternità. Questa norma è vigente per tutte lo donne incinte e quindi anche per te. Essa serve a proteggere la madre ed il bambino.

Esistono dei casi in cui è necessario un divieto di lavoro esteso per tutelare la salute e la sicurezza della donna e del nascituro estendendosi a tutto il periodo della gravidanza. 

ℹ️ In alcuni casi, una volta terminato il periodo di maternità obbligatoria dipendente da mansioni o luoghi di lavoro incompatibili di maternità, vengono aggiunti altri quattro mesi di congedo di maternità prorogata. Solitamente questo viene richiesto dalle aziende o dal d’attore di lavoro, il quale segnala all’Ispettorato del Lavoro l’incompatibilità tra le mansioni o i luoghi e la maternità.

⚠️Il congedo di maternità prorogata, chiamata interdizione prorogata, non va confusa con o calcolata al congedo parentale.

 

Ho degli svantaggi a causa dell’interdizione dal lavoro?

No, non esistono grossi svantaggi dovuti ad un divieto di lavoro!

  • Forse hai paura che venga ridotta la tua busta paga. Ma niente paura: la tua retribuzione ti verrà pagata all’80% durante l’interdizione dal lavoro. Dato che non è una malattia. Esistono anche contratti collettivi che pongono a carico del datore di lavoro il pagamento del restante 20%, così da assicurare alla lavoratrice l’intera retribuzione.
  • Non devi neanche temere di essere licenziata durante questo tempo - durante la gravidanza vige la tutela della maternità e quindi sei automaticamente tutelata dal divieto di licenziamento.
  • Anche il tuo capo o l’azienda dove  lavori non subirà danni elevati: lo stipendio gli verrà infatti rimborsato in gran parte dall’INPS. L’azienda potrà organizzare per esempio una sostituto/a che esegua la tua mansione senza grandi costi extra. Per questo motivo non è necessario avere morsi di coscienza verso il datore di lavoro o l’azienda a causa di un astensione obbligatoria anticipata dal lavoro!

 

Lavorare nonostante il divieto di lavoro?

Forse sei preoccupata che il tuo capo reagisca male al divieto di lavoro perché ha bisogno di te proprio in questo momento. Oppure pensi che lui si aspetti che tu lavori lo stesso nonostante il divieto. E tu desidereresti in effetti forse anche continuare a lavorare.

Tuttavia, il divieto di lavoro durante la gravidanza se imposto dal Servizio ispettivo del Ministero del Lavoro deve essere rispettato. L’azienda è perfino perseguibile se non si attiene alle norme sul divieto del lavoro.

 

Ragioni per un’interdizione dal lavoro (astensione anticipata dal lavoro)

Le ragioni per un divieto di lavoro durante la gravidanza possono dipendere  sia dal tipo di lavoro che normalmente dovete fare - se è dannoso per la tua salute o quella del nascituro - che dal tuo stato di salute individuale.

Quindi, ci sono due tipi di divieto di lavoro: un divieto generale (aziendale) dal lavoro a rischio e un divieto individuale (prescritto dal medico) per gravidanza a rischio.

 

1. Divieto generale (aziendale) di astensione dal lavoro a rischio

Alcune attività lavorative sono particolarmente pericolose, faticose ed insalubri.
Esse sono vietate dalla legge durante il periodo di gravidanza  e il divieto può essere prolungato fino a sette mesi dopo il parto, questo tempo è anche chiamato maternità anticipata per lavoro a rischio. Il datore di lavoro, appena viene a conoscenza della gravidanza, dovrà attuare le misure di prevenzione e protezione adeguate.

I lavori che comportano un rischio sono i seguenti:

  • Lavori che comportano l’esposizione alle radiazioni ionizzanti, in camere sotto pressione o ad agenti biologici e chimici
  • Lavori su scale ed impalcature mobili e fisse
  • Lavori di manovalanza pesante
  • Lavori che comportano un’attività in piedi per più di metà dell’orario e con una posizione e postura particolarmente affaticante
  • Lavori con macchine mosse a pedali o che trasmettono intense vibrazioni  
  • Lavori di assistenza e cura degli infermi
  • Lavori notturni (Estensione possibile fino anche al terzo anno d’età del bambino)
  • Lavori agricoli
  • Lavori a bordo di qualsiasi mezzo di trasporto (aereo, navi, treni ..)

Per quanto riguarda questo ambito, non dipende dunque dal tuo stato personale di salute. Magari ti senti benissimo e non hai nessun sintomo particolare e ciò nonostante ti viene vietato di lavorare appena il datore è venuto a conoscenza della tua gravidanza.
È l’azienda o il datore di lavoro che fanno domanda alla Direzione territoriale del lavoro, questi poi deve confermare l’interdizione dal lavoro, allegando il certificato medico sullo stato di gravidanza e la data presunta del parto.

 

2.  Divieto individuale (per cause mediche) di astensione dal lavoro

Un divieto di lavoro individuale in gravidanza, chiamata anche maternità anticipata per gravidanza a rischio, può essere richiesta solo con certificato medico. Questo avviene quando il tuo ginecologo constata uno stato di salute, per il quale il proseguimento dell’attività provocherebbe un rischio per la tua salute e per quella del nascituro.

Alcune cause potrebbero essere le seguenti:

  • Minaccia d’aborto a causa di un insufficienza cervicale
  • Dolori di schiena
  • Forte nausea (iperemesi gravidica)
  • Gravidanza a rischio


ℹ️ Importante: soltanto  il medico deve trasmettere il certificato di gravidanza via telematica all’INPS e poi deve essere stato rilasciato un provvedimento di interdizione anticipata da parte dell’ULSS - Servizio SIPSAL (in caso si gravidanza a rischio).

 

Forme  congedo di maternità anticipata o astensione anticipata dal lavoro

Non sempre esiste un astensione anticipata completa dal lavoro. Esistono anche altre possibilità. Il datore di lavoro si può rivolgere all’ispettorato del lavoro per trovare una buona soluzione che tuteli bene la maternità per evitare che la donna ed il nascituro corrano dei rischi.

 

Cambiare mansione

Il tuo datore di lavoro potrebbe rimuoverti  dall’attività pericolosa e assegnarti invece altri compiti per la durata della gravidanza. In questo modo, sei sufficientemente protetta dalla legge sulla tutela della maternità. In questo caso, non è necessario fare richiesta di un divieto di lavoro.

 

Cambiare turni

Se il tuo lavoro comporta anche turni di notte, il datore di lavoro sarà tenuto a cambiare i tuoi turni, dato che la legge vieta turni notturni sia in gravidanza che fino al compimento di un anno di età del bambino.

❗️Fino all’età di tre anni del tuo bambino non sei obbligata a prestare lavoro notturno.(Art. 53 del Dlgs n.151/2001)

 

Possibili casi speciali

È possibile che tu sia in una situazione particolare, come p.es. che tu sia in una formazione o in un periodo di prova, ed ora a casa della gravidanza subentra anche il divieto di lavoro.
Ti trovi forse anche con un contratto a tempo determinato oppure non stai lavorando affatto ma sei in congedo parentale.

Allora i seguenti articoli potrebbero esserti d’aiuto:

 

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